Giacomo Stucchi - Senatore Lega Nord Padania -

PENSIERI E IMMAGINI: vi presento il mio blog. Un modo per tenermi in contatto con gli elettori, con gli amici e con tutti coloro che, anche con opinioni diverse dalle mie, desiderano lasciare un loro commento. Grazie.

domenica, dicembre 10, 2017

10/12/17 - ROMA - MANIFESTAZIONE LEGA NORD




giovedì, dicembre 07, 2017

IL BIOTESTAMENTO SIMULACRO DI UNITA' NELLA SINISTRA



di Giacomo Stucchi
 
L’accelerazione in Senato sul biotestamento è il frutto delle forti preoccupazioni del Pd di recuperare un po’ di consenso in quella parte di elettorato a sinistra che appare sempre  più determinato ad abbandonarlo, perché deluso dalle politiche governative dem e anche perché attratto dai nuovi raggruppamenti che sono stati annunciati in quell'aerea politica. Guardando però all’interesse generale, anziché a quello di parte, come purtroppo fa ormai da tempo il Pd, sarebbe stato più logico discutere subito il nuovo regolamento del Senato in maniera tale da lasciare agli atti un reale cambiamento. Tra le novità previste, infatti,  il divieto di formare i nuovi gruppi rispetto ai partiti  o alle coalizioni che si sono presentati alle elezioni per porre così un deciso freno al trasformismo parlamentare. Un fenomeno disdicevole che ha visto taluni parlamentari  “cambiare casacca” con una frequenza che nella legislatura in corso ha raggiunto livelli  patologici. Sono inoltre previste misure per ridurre i tempi di discussione dei provvedimenti in assemblea e limitare così l’ostruzionismo, ma anche sull’astensione che potrebbe non essere più considerata un voto contrario. Insomma, pur trattandosi di materia tecnica da addetti ai lavori, che forse potrebbe non suscitare l’attenzione del grande pubblico, sono pur sempre argomenti di interesse generale perchè servono  a migliorare la qualità del lavoro legislativo. Ma il Pd di Matteo Renzi non sembra essere interessato al tema, forse perché troppo impegnato a fermare un’emorragia di consensi elettorali che sembra essere inarrestabile; e siamo solo all’inizio della campagna elettorale.  Ecco allora utilizzare temi come il fine vita o lo ius soli  come merce di scambio per potenziali alleati, ma si tratta di un simulacro di identità e di unità nella sinistra che di certo non servirà a convincere gli elettori a scegliere questo schieramento.

martedì, dicembre 05, 2017

CREDIBILITA' E LEADERSHIP DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

di Giacomo Stucchi

Il Senato americano ha approvato la più importante riforma fiscale degli ultimi decenni  che prevede, tra l’altro, una drastica riduzione della pressione fiscale per le imprese. Sempre negli Stati Uniti è arrivata, inoltre, la decisione della Corte Suprema con la quale il massimo organo della giustizia americana ha sbloccato l’applicazione del Muslim Ban. Si tratta del decreto firmato dal presidente Donald Trump quando, appena insediato, aveva mantenuto la promessa di congelare l’ingresso nel Paese ad alcune nazionalità ritenute a rischio terrorismo, ma il suo provvedimento era stato bloccato da alcune sentenze dei livelli inferiori della magistratura. Siamo certi che adesso le due misure finalmente in vigore daranno presto i loro frutti sul fronte dell’economia, del benessere e della sicurezza per tutti gli americani. I provvedimenti adottati da Trump  costituiscono inoltre  un esempio di impegni elettorali mantenuti e rafforzano la leadership del presidente americano. Tutto il contrario, insomma, di quanto accaduto nel nostro Paese  con l’ex premier, Matteo Renzi, che prima  ha annunciato di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale e poi, dopo la batosta elettorale, ha continuato imperterrito a rimanere nell’agone politico. Un fatto che la dice lunga sulla credibilità del personaggio. E  infatti, più si avvicina il voto per le elezioni politiche e più il carro governativo e istituzionale renziano si svuota. Dai manager agli intellettuali, dagli imprenditori agli opinion-makers, sono sempre di più  coloro che  si dichiarano insoddisfatti dell’ex premier e per questo non più intenzionati a rinnovargli la loro fiducia. Ma c'è di più. La scissione nel Pd ha dato luogo a un fermento in tutte quelle forze politiche che si collocano alla sinistra di quel partito,  con il risultato che i primi a non essere soddisfatti dell’esperienza governativa dem sono gli stessi coi quali Renzi ha tentato in tutti i modi di costruire un’alleanza elettorale.  La risposta al segretario del Pd di una parte significativa della sinistra è stata, quindi, quella di salutare  l’ex premier e andarsene  per la propria strada, costituendo una nuova formazione politica guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso.  Un fatto che di certo nel Pd lascerà il segno alle prossime elezioni politiche e non solo.

lunedì, dicembre 04, 2017

04/12/17 - Cerimonia per i 10 anni della entrata in vigore nuova legge intelligence e inaugurazione anno accademico del comparto.


giovedì, novembre 30, 2017

UN NUOVO TAX DAY PER PAGARE LE MARCHETTE ELETTORALI DEL PD




di Giacomo Stucchi

L’atteggiamento del governo Gentiloni, ancor più in questo scorcio di fine legislatura,  è sempre stato quello di assecondare le convenienze elettorali del Pd.  Mai una volta che al premier fosse venuto in mente di agire nell’interesse dei cittadini, che sono invece costretti ad assistere alle sterili discussioni tra il Pd e i suoi alleati su come fare per sopravvivere politicamente al ciclone elettorale che verosimilmente li spazzerà via nel 2018. Mentre lor signori litigano gli italiani, però, pagano  una montagna di denaro nel tax day del 30 novembre, che vede  costretti i contribuenti a versare 32 miliardi di euro per circa 80 adempimenti; e  poi, invece, nella manovra si  dimezza il bonus bebe', non si riduce il carico fiscale e anzi si stanziano altri  miliardi di euro per l'immigrazione. Insomma, una vera e propria follia che solo la sinistra al governo può porre in essere. Che fa il paio, del resto, con l’altra anomalia, aggravata dalla maggioranza parlamentare che tiene in vita il governo in carica, di un confuso e caotico welfare costruito negli ultimi anni dal centrosinistra, fatto di bonus e sconti estemporanei elargiti senza alcun criterio. Nessuna visione generale di come costruire un’efficace assistenza sociale ma solo marchette elettorali per conquistare il consenso elettorale di questa o quell’altra categoria. È questo il fatturato politico dei governi targati Pd che continuano a portare avanti i soliti provvedimenti acchiappavoti, vera e propria ultima spiaggia del centrosinistra. Dinanzi a tanta inconcludenza politica non si può restare che basiti per la faccia tosta dell’ex premier quando afferma che loro “non fanno flat tax o il reddito di cittadinanza ma danno una mano a fine mese a chi lavora”. Un governo che si rispetti , infatti, non dà una mano a fine mese ma crea le condizioni affinché tutti i cittadini,  lavoratori, bisognosi di aiuto, giovani, studenti, operai, professionisti, casalinghe, dipendenti, anziani, possano vivere dignitosamente e in sicurezza.