Giacomo Stucchi - Senatore Lega Nord Padania -

PENSIERI E IMMAGINI: vi presento il mio blog. Un modo per tenermi in contatto con gli elettori, con gli amici e con tutti coloro che, anche con opinioni diverse dalle mie, desiderano lasciare un loro commento. Grazie.

martedì, ottobre 17, 2017

REFERENDUM, CON LA VITTORIA DEL SI' MAGGIORE AUTONOMIA AL MODELLO LOMBARDIA


di Giacomo Stucchi

L’appuntamento con il voto referendario del 22 ottobre è ormai vicino. La consultazione democratica del referendum consultivo regionale, per chiedere ai cittadini lombardi e veneti se sono d’accordo che la loro regione intraprenda iniziative previste dalla Costituzione italiana per ottenere nel quadro dell’unità nazionale maggiori competenze con le relative risorse, è un passaggio cruciale per il futuro del Nord e del Paese. Più cittadini andranno a votare per il Sì domenica prossima e maggiore sarà il potere contrattuale che i presidenti della regione Lombardia Roberto Maroni e del Veneto Luca Zaia avranno nei confronti dello Stato nell’avvio delle trattative sull’autonomia. Un percorso, occorre ricordarlo, previsto dalla nostra Costituzione e quindi del tutto legittimo. Recarsi alle urne e votare per il Sì non sarà però soltanto un semplice esercizio del diritto di voto ma molto di più. Significherà soprattutto dare il proprio appoggio e consenso a una sacrosanta richiesta di maggiore autonomia della propria regione, per migliorarne la qualità dei servizi. Da questo punto di vista la Lombardia è una regione che ha delle peculiarità che poggiano su elementi oggettivi di carattere economico, sociale e culturale, ma anche su potenzialità veramente uniche: per il Pil pro capite superiore alla media Ue, per un sistema sanitario d’eccellenza, per il pagamento dei fornitori della Pubblica amministrazione con tempi imbattibili, per il debito pro capite più basso di tutto il Paese che la rendono la regione a statuto ordinario meno indebitata dell’Italia in rapporto ai suoi cittadini. Efficienza e solidità finanziaria dell’amministrazione pubblica, testimoniato anche dal più basso rapporto tra numero dei dipendenti/costo e popolazione, fanno quindi della regione lombarda un modello da imitare. Una maggiore autonomia, quindi, non potrà che rendere più efficiente un sistema economico, sociale e amministrativo, che già adesso è un’eccellenza in Italia e nel mondo.

lunedì, ottobre 16, 2017

16/10/17 - SUZZARA (MN) - Confronto pubblico sul Referendum Autonomia Lombardia




domenica, ottobre 15, 2017

15/10/17 - SOTTO IL MONTE - FESTA LEGA NORD





sabato, ottobre 14, 2017

14/10/17 - BERGAMO - convegno G7 su politiche agricole e nutrizione


giovedì, ottobre 12, 2017

REFERENDUM, CON LA VITTORIA DEL SI' RIPARTIRA' LA LOCOMOTIVA DEL NORD


di Giacomo Stucchi

Il referendum del 22 ottobre per l'autonomia è un impegno civico che riguarda tutti i cittadini della Lombardia e del Veneto. I referendum di casa nostra sono celebrati nel pieno rispetto della Costituzione, che permette alle regioni a statuto ordinario di ottenere una maggiore autonomia ma sempre all’interno del quadro dell’unità nazionale. Detto questo, occorre avere bene in mente l’importanza fondamentale di questo passaggio elettorale, al quale è direttamente connessa la soluzione della crisi economica che le regioni economicamente più forti del Paese attraversano ormai da tempo. Se Lombardia e Veneto non saranno messe di nuovo nelle condizioni di trainare l’economia del Paese, com’è sempre stato in passato, a rimetterci saranno tutti i cittadini, da nord a sud.

Avere più autonomia su alcune materie, previste dall’art. 117 della Costituzione, dall’istruzione alla tutela e sicurezza del lavoro, dalla previdenza complementare e integrativa alla ricerca scientifica e tecnologica, dalla tutela della salute a quella dell’ambiente, dall’ecosistema ai beni culturali, dal coordinamento della finanza pubblica a quello del sistema tributario, dalla protezione civile ai porti e aeroporti civili, dai rapporti internazionali al Governo del territorio, significa avere più risorse da utilizzare sul territorio. Tutto questo non può che avere come diretta conseguenza la ripartenza dell’economia del nord e quindi della sua storica funzione di locomotiva che trascina l’economia di tutto il Paese. Ecco perché tutti i partiti, a cominciare da quelli della coalizione di centrodestra, non possono che sposare la causa referendaria sull’autonomia delle regioni Lombardia e Veneto. Chi cerca di far passare il referendum come una perdita di tempo o non conosce la storia o è in malafede.

martedì, ottobre 10, 2017

REFERENDUM, CON LA VITTORIA DEL SI' LA RICHIESTA DI AUTONOMIA NON POTRA' PIU' ESSERE IGNORATA

di Giacomo Stucchi

Il referendum per l'autonomia delle regioni Lombardia e Veneto è un passo importante e necessario per avviare una trattativa con lo Stato che porti all'individuazione di maggiori spazi di autonomia, nell'ambito di quanto previsto dalla Costituzione e dalla riforma del Titolo V. Su questo fronte i governi centralisti della sinistra hanno sempre fatto orecchie da mercante ed è questo il motivo per cui si è deciso di chiedere una forte e decisa legittimazione popolare e democratica attraverso i referendum. Una sinistra di governo troppo impegnata nelle sua beghe interne, utili soltanto a garantire la corrente o il partitino di Tizio o quello di Caio, non avrà mai infatti il tempo ne la voglia di ascoltare le legittime istanze di una parte del Paese che produce, lavora ma, ormai da anni, è in fortissima sofferenza soprattutto per l’alta imposizione fiscale gestita a livello centrale e per il forte squilibrio esistente tra le tasse pagate allo Stato e quanto lo Stato restituisce sul territorio. Ecco perché la celebrazione del referendum del 22 ottobre è quanto mai importante e serve a dare alla richiesta di autonomia una maggiore forza di negoziazione nei confronti dello Stato. Subito dopo il referendum, infatti, la vittoria dei Sì porterebbe la regione Lombardia e il Veneto a cominciare un percorso istituzionale che vedrebbe i presidenti di quelle regioni, Roberto Maroni e Luca Zaia, rappresentare istituzionalmente le istanze di tutti i cittadini lombardi e veneti, e non solo quelle di un partito o di una coalizione. La vittoria del Sì, infatti, comporterà necessariamente l’avvio di un negoziato tra Stato e regioni che dovrà concludersi con un'intesa con il governo; e quindi con l'avvio della fase legislativa che dovrà mettere nero su bianco l'intesa raggiunta. Questo è il percorso ipotizzabile in caso di vittoria del Sì al referendum e questa è la posta in gioco che ogni singolo cittadino-elettore della Lombardia e del Veneto deve tenere bene a mente quando si recherà alle urne.

10/10/17 - Manifestazione a Piazza Montecitorio - Tour per il #SI al Referendum #Autonomia #Lombardia




martedì, ottobre 03, 2017

LEGALITA' E CHIAREZZA ALLA BASE DEI REFERENDUM DEL 22 OTTOBRE


di Giacomo Stucchi

Quando milioni di persone si recano alle urne per manifestare il loro voto è difficile parlare di “pagliacciata” o “messinscena”. Le urne non sono mai una pagliacciata. Detto questo, chi oggi tenta di fare parallelismi tra le vicende spagnole e il referendum consultivo per l’autonomia, che il prossimo 22 ottobre sarà celebrato in Lombardia e in Veneto, o sbaglia di grosso o è in malafede. Il voto di casa nostra, infatti, avverrà nella piena legalità e non ha nulla a che vedere con le condizioni nelle quali si è svolto invece il referendum della Catalogna. L'autonomia sulla quale verranno chiamati ad esprimere un parere i veneti e i lombardi nasce dall'esigenza di poter gestire meglio alcune competenze, come quelle relative all'ambito scolastico o ai trasporti. Si tratta di una richiesta pragmatica che mira a soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini-utenti.

Agli elettori lombardi verrà quindi chiesto:” Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”. Più conciso, invece, il quesito per i veneti: “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”. A differenza di recenti quesiti referendari, dal testo ingannevole e per niente neutro, il testo della domanda che il 22 ottobre gli elettori troveranno sulla scheda, cui dovranno rispondere con un Sì o con un No, è invece molto semplice e non può dare adito a dubbi; e, forse, anche per questo c'è chi nel governo lo teme e ha già cominciato a demonizzarlo. Ma quando gli esponenti del Pd definiscono la consultazione referendaria sull’autonomia “inutile e costosa” non si rendono conto che, a loro insaputa, fanno uno dei migliori spot a favore del voto.